ALFREDO CITADINI

Jewelry Designer & Sculpture

NEXT EVENT:

MILANO JEWELERY WEEK 2019

Selezionato dal Progetto Artistar per la MILANO JEWELERY WEEK 2019 a Palazzo Bovara dal 24 al 27 ottobre.


My Project

La motivazione che sta alla base della ricerca compiuta dall’artista nelle sue opere è di assecondare la sua naturale esigenza di connettersi con il divenire del tutto.  Muovendo dall’esperienza traumatica della prevaricazione e della separazione, passando attraverso lo scardinamento dell’ossessione, dell’implosione e dell’apatia, la sua poetica ci parla di uno slancio verso Eros come “forza che spezza le membra”, in quanto “forza che in tutti gli dèi e in tutti gli esseri umani soverchia l’intelligenza e tutti i suoi astuti piani” (Esiodo, Teogonia).  

Spezzando la sopraffazione delle funzioni razionali, l’essere umano si riconnette alla potenza creatrice di Eros, la quale fa emergere dal caos la forma e la vita e infonde all’uomo la vitalità necessaria a trascendere l’intelligenza e i calcoli della ragione. 

In questo quadro si comprende l’estetica dell’artista, che propone immagini mutevoli e variegate da cui traspare allo stesso tempo un senso di distruzione demoniaca e di forte evocazione. 

Le opere dell’artista ci guidano, accompagnando l’occhio a poco a poco, dentro il mistero della passione creatrice, passando attraverso il decentramento. Ogni certezza attorno a noi vacilla. Quando facciamo esperienza di questo decentramento, veniamo sradicati dal nostro modo di essere precedente e catapultati nel vuoto.

Si tratta di una forma di meditazione visiva. In questo nuovo spazio di vacuità, tutto ci appare diverso e può accadere che si manifesti qualcosa che non era stato preordinato in precedenza dai calcoli della mente. Ci avviciniamo così all’esperienza dell’innamoramento. Come ha scritto lo psicoanalista Rollo May, “L’aspetto eccitante dell’amore sta essenzialmente in questo camminare sul filo del rasoio, in questo vertiginoso alternarsi di angoscia e di gioia”.

La vera dialettica si svolge all’interno dell’individuo e le opere dell’artista ci conducono direttamente ad un’esperienza di questa dialettica, producendo in noi la consapevolezza dell’assenza di ogni garanzia di certezza. 

Visualizzando, quasi in senso tantrico, l’importante funzione dello svuotamento come premessa di ogni nuovo inizio, l’artista ci ricorda inizialmente la nostra natura di esseri mortali. Così facendo, pone le premesse per il riprendere del ciclo della vita, incoraggiandoci a rischiare noi stessi in un balzo in avanti senza subire le forze distruttrici delle passioni ma, al contrario, utilizzando la loro forza propulsiva per fonderci con il tutto primordiale.

Dopo lo shock iniziale – come lo schianto di un gong – indotto da forme globali vagamente ripugnanti che scardinano ogni certezza, prende corpo un senso di ritmo, una regolarità, una costanza rassicurante e benevola. E’ proprio questo stato di quiete meditativa, dove ogni calcolo della mente e ogni velleità di azione dello spirito vengono trascese, che risveglia la nostra capacità di affrontare la morte, permettendo quindi il manifestarsi della crescita e dell’autocoscienza. 

La bellezza estetizzante del corpo dell’artista ha dunque un prezzo: è incastonata nello scrigno della disgregazione e nell’esperienza della morte. La bellezza non si rivela a chi non sa ricevere tale esperienza di abbandono e di totale perdita di punti di riferimento. Chi continua nell’automanipolazione rifiuta l’estasi. Ma è proprio l’estetica espressa dalla regolarità ciclica dei moduli corporei utilizzati che ci viene in aiuto in questo. 
Tramite questa immersione nelle “forme quantiche” così espresse apprendiamo, attraverso la ripetizione ossessiva dei moduli utilizzati e delle vacuità che le avvolgono, la connessione tra il corpo e le emozioni. L’artista ci dà infine la possibilità di entrare in risonanza con la vibrazione prodotta dal suo senso ritmico, avvicinandoci alla percezione epidermica del tutto. In un’alternanza vertiginosa tra femminile che ci richiama e ci avvolge e maschile che riorganizza e ricombina, percepiamo la connessione tra forma e immaginazione, riempimento e svuotamento, vita e morte, e ci riconnettiamo con il principio dell’Eros come linfa vitale di ogni aspirazione alla salvezza. 


About Me

Alfredo cittadini è un giovane creativo nato a Roma. Dopo gli studi all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico in arte del gioiello prosegue la sua formazione all’ Accademia di Belle Arti di Roma in scenografia,  dove può esplorare lo studio degli spazi architettonici. Da questo connubio nasce la sua originale ricerca di gioielleria. 

I gioielli della collezione “The bones project” partono da lontano, da studi di anatomia umana e poi animale, per tradursi in una serie di sculture. Questo percorso personale ha dato vita a una linea di gioielli che richiama la potenza delle geometrie armoniche.

Alfredo Cittadini parla un linguaggio inedito che unisce lo studio  anatomico alla forza delle micro  architetture organiche, approdando così a un nuovo modo di concepire il gioiello.


Contact

Get in Touch

Milano -Roma
Italy

Send Me a Message


LA MIA FILOSOFIA ARMONICA